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Odori e fumi dalla pizzeria-ristorante, cosa occorre e come fare per avere il risarcimento?

Ai sensi dell’art. 844 del Codice civile rubricato “Immissioni”, “Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.”

Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha previsto che “Il gestore dell’attività di ristorazione e il proprietario del locale devono adottare accorgimenti ad hoc per porre fine al problema.
Allo stesso tempo, però, la persona che vive nell’appartamento vicino che ha dovuto subire fumo e cattivo odore, deve dare prova del danno alla salute per ottenere un risarcimento.


Cassazione, ordinanza n. 26882/19, sez. II Civile, depositata il 22 ottobre 2019.


Società di capitali, se non c’è convocazione del socio, la delibera è nulla

Cardini imprescindibili per la formazione della volontà sociale deliberativa sono due elementi:
1 – informazione preventiva dei soci relativa all’avvio del procedimento deliberativo;
2 – l’informazione sugli argomenti da trattare.
Se vi è stata inosservanza di tali prescrizioni, l’eventuale delibera è sanzionata con la nullità.
Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 22987/19



Sul sito c’è scritto “Vola gratis!”, ma il consumatore deve pagare un caro prezzo: è pratica commerciale scorretta

Il sito online che, per conto di un operatore del settore, offre un servizio di comparazione dei prezzi e di prenotazione di un volo e/o di un viaggio all inclusive deve fornire in modo chiaro, trasparente ed immediato il reale prezzo del prodotto desiderato, nonché tutte le informazioni utili per orientare la scelta del consumatore, comprese quelle relative al recesso e all’assistenza dei clienti. In caso contrario la condotta dell’operatore è una pratica commerciale sleale.  
(Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 6033/19; depositata il 2 settembre)